Perdite ematiche in gravidanza
| Le perdite ematiche in corso di gravidanza hanno quasi sempre significato patologico.
Se compaiono prima del 180° giorno di amenorrea indicano una minaccia d’aborto, oppure un aborto in atto se abbondanti e se accompagnate dalla fuoriuscita dai genitali esterni di elementi coriali.
La comparsa precoce di perdite ematiche, precedute dalla presenza di dolori pelvici potrebbe anche indicare una gravidanza extrauterina (in questo caso i livelli di bHCG sierico sono inferiori a quelli corrispondenti alla stessa settimana di gestazione in una gravidanza normale).
Le perdite ematiche che compaiono tra la 28° e la 34° settimana di gravidanza, non accompagnate da dolore, pongono il sospetto di una placenta previa.
Se compaiono prima della 38° settimana di gravidanza, accompagnate da contrazioni, indicano una maturazione prematura del collo e quindi una minaccia di parto pretermine.
La stessa situazione a termine di gravidanza è segno dell’inizio di un travaglio fisiologico.
Un'altra patologia del III trimestre che porta a perdite di sangue improvvisa dai genitali materni, accompagnata da contrattura dolorosa uterina, da sofferenza fetale fino alla morte del feto e nei casi più gravi da uno stato di shock materno è il distacco intempestivo di placenta normalmente inserta. |
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