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Ecografia ostetrica

Ecografia ostetrica

Costituisce il più importante e il più utilizzato mezzo di diagnosi non invasiva.

In una gravidanza fisiologicamente normale si consiglia di eseguire nel corso della gravidanza almeno 3 ecografie.

La prima ecografia (nel I trimestre) consente di valutare la morfologia e il collocamento della camera gestazionale, di vedere il battito cardiaco, di valutare il numero dei feti, di studiare il CRL (lunghezza testa-podice) per stabilire con precisione la data del concepimento, di valutare utero e annessi.

La seconda (nel II trimestre) e la terza (nel III trimestre) consentono di studiare l'ubicazione placentare, la quantità di liquido amniotico, le strutture anatomiche fetali (ventricoli cerebrali, cervelletto, colonna vertebrale, cuore, stomaco, intestino, vescica, reni, estremità e cordone ombelicale), la crescita fetale, la situazione, posizione e presentazione fetale, la cervice e gli annessi.

Lo studio morfologico fetale serve per valutare la presenza di eventuali malformazioni che, in particolare se multiple, o se associate ad una riduzione della crescita fetale renderebbero necessaria un’indagine invasiva per escludere il forte sospetto di una cromosomopatia.

A tal proposito dobbiamo ricordare che la nuchal-translucency, il bleb nucale e l’igroma cistico sono i marker principali di sospetta cromosomopatia.

La stima del peso fetale, che si basa su algoritmi, includenti il diametro biparietale, la lunghezza del femore e dell'omero e la circonferenza addominale, serve a valutare se il feto presenta una crescita corretta, se è presente una macrosomia (in questo caso sospetteremo una patologia diabetica) o se presenta un iposviluppo fetale (quest’ultimo può esser legato o ad una insufficienza placentare o ad una malformazione cromosomica o più semplicemente ad un fattore genetico).

La valutazione di eventuali anomalie di presentazione, di posizione e di situazione fetale deve essere fatta in prossimità del parto.

La lunghezza della cervice uterina deve essere di almeno 3 cm ed il canale endocervicale chiuso durante la gravidanza specialmente nelle nullipare.

La valutazione dell’AFI diventa importante soprattutto a termine di gravidanza, nei casi di poliamnios e nelle rotture premature delle membrane sottoposte ad amnioinfusione.
 
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