Carcinoma della cervice uterina
| Il carcinoma cervicale è la 4° neoplasia per frequenza nella popolazione femminile e la mortalità e la morbilità di questo tumore sono un problema sanitario di rilevanza mondiale, nonostante l’efficace prevenzione (con il pap test e con la colposcopia) e la sempre maggiore diffusione delle campagne di screening.
Tradizionalmente esso tende a rimanere una malattia pelvica, talora fino alla morte della paziente. Questa si verifica per coma uremico, per emorragia massiva, o per pelviperitonite.
In fase preinvasiva esso può rimanere asintomatico o dare delle perdite vaginali maleodoranti, spotting intermestruali, menorragie, metrorragie dopo la menopausa o sanguinamenti postcoitali. In fase invasiva le manifestazioni emorragiche sono più cospicue e compaiono cerviciti purulente.
A causa della compressione delle strutture adiacenti compaiono i sintomi dell’ostruzione al deflusso urinario e non è rara la comparsa di algie pelviche. Infine possono comparire i segni dell’interessamento vescicale e rettale.
Trattamento: L’intervento per il carcinoma della cervice uterina va dalla conizzazione nelle forme ben localizzate all’isterectomia radicale con linfoadenectomia pelvica sistemica nelle forme invasive.
A seconda della diffusione del tumore l’intervento chirurgico di isterectomia viene classificato secondo Wertheim in 5 tipi: dal tipo 1 (semplice isterectomia extrafasciale), al tipo 5 con resezione degli ureteri distali e della parte della vescica coinvolta dal tumore. |
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