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Aborto

Aborto

Interruzione della gravidanza entro il 180° giorno di amenorrea (25 settimane + 5 giorni).

Si distingue l'aborto spontaneo e quello provocato; a sua volta l'aborto provocato comprende sia l'interruzione volontaria della gravidanza richiesta dalla paziente, per malattie o anomalie fetali, sia l'aborto clandestino o illegale (presso l’università cattolica del Sacro Cuore la pratica dell'aborto provocato non viene effettuata).

L'aborto, secondo la modalità con cui si presenta il quadro clinico, si divide in: aborto completo, quando avviene l'espulsione del feto e dei suoi annessi (in questo caso non è necessaria la revisione della cavità uterina); aborto incompleto, quando parte del prodotto del concepimento rimane in utero (in questo caso è necessaria la revisione della cavità uterina); aborto interno, quando il prodotto del concepimento morto rimane in utero (in questo caso è necessaria la revisione della cavità uterina).

A seconda dell'evoluzione clinica si distingue: la minaccia d'aborto (è ancora possibile la prosecuzione della gravidanza); l'aborto inevitabile (la prosecuzione della gravidanza è impossibile, ma non si sono ancora realizzate le condizioni dell'aborto in atto); l'aborto in atto (osservazione dell'espulsione del feto o degli annessi).
Una condizione del tutto particolare è la formazione dell'uovo chiaro (blight ovum) in cui si vede all'ecografia un sacco gestazionale vuoto.
 
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