Taglio cesareo
| E' un intervento per mezzo del quale si estrae il feto per via laparotomica ed isterotomica, seguendo la via transperitoneale con incisione trasversale sul segmento uterino inferiore dell'utero.
Il taglio cesareo può essere conservatore se l'utero non viene rimosso, demolitore quando è seguito dall'asportazione dell'utero; elettivo quando è eseguito come intervento di elezione, al di fuori del travaglio di parto; programmato se eseguito durante il travaglio di parto, ma secondo un piano stabilito in precedenza; d'urgenza quando viene eseguito per il verificarsi di un'indicazione improvvisa non prevista.
Le indicazioni al taglio cesareo, nell'interesse materno, fetale o di entrambi sono date da tutte le evenienze in cui è necessario espletare il parto e non sono realizzate le condizioni permittenti per un intervento vaginale, o in cui il parto vaginale è meccanicamente impossibile o comporta un rischio eccessivo.
Fra le indicazioni più comuni e assolute: la sofferenza fetale (specialmente all'inizio del travaglio), la placenta previa (soprattutto se centrale o paracentrale), il distacco intempestivo di placenta, la sproporzione feto pelvica legata a macrosomia fetale, ad anomalie della presentazione fetale (soprattutto le presentazioni di fronte o di spalla), oppure ad una ristrettezza del bacino, il prolasso di funicolo e le emorragie dei vasi fetali, i tumori pelvici previ se costituiscono un ostacolo meccanico.
Altre indicazioni meno tassative sono: la presentazione podalica nella nullipara, la nulliparità in donna di età superiore ai 39-40 anni, la gravidanza oltretermine con segni anche iniziali di sofferenza fetale, malattie materne come preeclampsia, diabete in gravidanza, nefropatie in gravidanza e malattie delle vie urinarie ecc. e alcuni casi di alloimmunizzazione materno fetale.
Fra i fattori che hanno determinato l'aumento del numero di tagli cesarei si devono ricordare:
- il miglioramento delle tecniche chirurgiche e dell'assistenza postoperatoria che hanno determinato la convinzione che il taglio cesareo sia privo di rischi (in realtà il taglio cesareo ha un rischio di mortalità materna 2-11 volte superiore di quello del parto vaginale e una morbosità materna ancora più elevata, per non parlare degli effetti negativi a distanza sulle future gravidanze);
- il desiderio di diminuire la mortalità perinatale e di prevenire le minorazioni neonatali;
- il taglio cesareo diminuisce la durata del travaglio, permette di programmare la nascita nel tempo più appropriato, riduce l'ansia della partoriente ed i timori dei familiari;
- infine fa diminuire il timore dei medici e del personale paramedico riducendo per ciascuno il rischio di essere incolpato di negligenza, d'imperizia o inosservanza di norme. |
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