A B C D E F G Non disponibile I L M N O P Non disponibile R S T Non disponibile V Non disponibile
I Reparti Formazione La ricerca
Glossario
Ipertensione arteriosa in gravidanza

Ipertensione arteriosa in gravidanza

Si definisce ipertensione arteriosa una condizione caratterizzata da pressione arteriosa diastolica > 90 mm/Hg e pressione arteriosa sistolica > 140 mm/Hg. In gravidanza l'ipertensione arteriosa si distingue in:
ipertensione cronica, ipertensione gestazionale e preeclampia.

Ipertensione cronica: ipertensione arteriosa, presente prima della gravidanza o riscontrata prima della 20° settimana di gravidanza o che persiste dopo 6 settimane dal parto.
E' associata a rischio aumentato di preeclampsia sovrapposta con un aumento della mortalità perinatale.

Ipertensione gestazionale: ipertensione arteriosa che insorge dopo la 20° settimana di gravidanza, con possibile evoluzione in preeclampsia.

Preeclampsia: patologia che si presenta dopo la 20° settimana di gravidanza, caratterizzata da ipertensione, proteinuria ed edemi. Tale patologia rappresenta un potenziale pericolo per la madre (per il pericolo di eclampsia, cioè della comparsa di convulsioni) e per il feto (a rischio di morte endouterina, di parto pretermine e di iposviluppo fetale).

L’Ipertensione cronica rappresenta una condizione di rischio per preeclampsia sovrapposta e l’aumento della mortalità perinatale dipende dall’insorgere di tale complicanza.

Protocollo terapeutico per l’ipertensione cronica:
Premesso che, per le pazienti con ipertensione cronica, non è prevedibile l’evoluzione in preeclampsia, nel nostro centro tali pazienti, vengono trattate come segue:
Per le pazienti con pressione arteriosa diastolica < 100 mm/Hg non si adotta alcun provvedimento farmacologico ma si raccomanda riposo, che facilita la perfusione utero placentare, riduce l’attività contrattile uterina, abbassa la pressione e favorisce la diuresi e si raccomanda di non limitare l’apporto di sodio che favorirebbe la contrazione del volume plasmatico. Quando la pressione arteriosa diastolica raggiunge valori stabili >= 100 mm/Hg è opportuno iniziare il trattamento farmacologico. Il farmaco di prima scelta che si utilizza nel trattamento dell’ipertensione cronica severa è l’alfametildopa (250-500 mg 2-4 volte al dì), e in alternativa: atenololo (50 mg 1-2 volte/die) o labetalolo (100 mg 3-4 volte/die), oppure combinazioni farmacologiche: alfametildopa + idralazina (25-30 mg 3-4 volte/die), o alfametilidopa + atenololo, o alfametildopa + nifepidina (20-40 mg 2-3 volte/die). Controverso risulta l’uso di diuretici.

Nella paziente con ipertensione cronica è necessaria un attenta sorveglianza fetale attraverso l’ecografia ostetrica e la flussimetria ostetrica che ci permettono di predire la possibile evoluzione in preeclampsia.

La prevenzione della Preeclampsia, non è ancora stata chiarita. Nel nostro centro si utilizza aspirina a basse dosi.

Il trattamento della Preeclampsia consiste nel:
- Prevenire l’eclampsia con solfato di magnesio (bolo di 4 gr ev oltre 15-20’, poi dose di mantenimento di 2 gr/ora);
- Controllare la pressione arteriosa;
- Verificare le condizioni fetali attraverso il monitoraggio cardiotocografico e attraverso la flussimetria ostetrica;
- Programmare il parto che oltre la 35° settimana è ragionevole per salvaguardare la salute materna e fetale; prima di tale epoca viene deciso sulla base del deterioramento delle condizioni materne e fetali. Del neonato dobbiamo temere il rischio di immaturità polmonare, potenzialmente prevenibile con il betametasone (12-24 mg in 2 somministrazioni intramuscolo) ed il rischio di emorragia cerebrale neonatale (dipendente dall’epoca del parto e parzialmente pevenibile con l'uso di cortisonici).
- La modalità del parto dipende dalla settimana di gestazione, dalla severità della condizione, dal peso fetale, dallo score cervicale e dalla presentazione fetale.
 
L'esperto risponde
Chi siamo
Convegni