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Diabete in gravidanza

Diabete in gravidanza

La patologia diabetica in gravidanza predispone ad un aumentato rischio di problematiche medico-chirurgiche sia fetali che materne.

Le complicanze materne legate al diabete sono:
maggiore incidenza d'ipertensione gestazionale e di preeclampsia (nel diabete tipo I) (circa 4 volte maggiore rispetto alla popolazione generale);
maggiore suscettibilità alle infezioni durante la gravidanza ed il postpartum e presenza di poliamnios in circa il 20% delle gravidanze (nel Diabete tipo I, II e gestazionale);
aumentata incidenza di parti pretermine e di tagli cesarei, per indicazioni materne o fetali (nel diabete tipo I);
infine complicanze a lungo termine, quali obesità e iperlipemia (nel Diabete gestazionale ed nel Diabete tipo II), patologia aterosclerotica (nel Diabete tipo II) e, nel 50% delle donne affette da diabete gestazionale, lo sviluppo di un diabete tipo II nei 5-15 anni successivi al parto.

Le complicanze fetali sono: tasso di mortalità perinatale aumentato e rischio di malformazioni congenite fetali circa 3 volte maggiore rispetto ai controlli (nel Diabete tipo I e II); aumentata incidenza di macrosomia fetale e di distocie al parto (nel Diabete tipo I, tipo II e gestazionale); maggior incidenza di iposviluppo fetale, legato alla vasculopatia diabetica con sovrapposta insufficienza placentare (nel Diabete tipo I); complicanze neonatali metaboliche (ipoglicemia, ipocalcemia, iperbilirubinemia, policitemia) (nel Diabete tipo I); aumentata incidenza nel nato da parto pretermine di sindrome di distress respiratorio (nel Diabete gestazionale); complicanze a lungo termine (obesità, diabete tipo 2, deficit motorio ed intellettivo durante l'infanzia) (nel Diabete tipo I, tipo II e gestazionale).

Si distingue in: Diabete Mellito tipo I e II, e Diabete Gestazionale.
Diabete tipo I: insulino – dipendente.
La metodologia proposta dal nostro centro è
1) quella della sorveglianza glicometabolica con criteri più rigidi di quelli al di fuori della gravidanza mantenendo i livelli glicemici tra 60 e 140 mg/dl con un massimo di 140 mg/dl a 2 ore dalla fine dei pasti, sorvegliando la presenza dei corpi chetonici nelle urine, incrementando le dosi di insulina pronta ai pasti, utilizzando le insuline semilente la sera, e infine facendo attenzione alla dieta (bisognerà aumentare l’introito di zuccheri complessi in quantità superiori a quelle pregravidiche, ridurre la quota di grassi e di abituarsi agli spuntini che evitano digiuni prolungati che portano alla chetoacidosi);
2) quello della verifica, con le semeiotiche cliniche e strumentali, applicate alla madre ed al feto, dell’evoluzione della gravidanza e del possibile insorgere di complicanze legate al diabete.

Diabete tipo II: non insulino-dipendente.
Comprende anche i casi di ridotta tolleranza al glucosio pregravidica. I problemi terapeutici emersi sono:
1) la sospensione degli antidiabetici orali con passaggio all’insulina;
2) la dieta, mirante, trattandosi per lo più di donne in sovrappeso, a ridurre l’apporto calorico di circa 25 Kcal/Kg diminuendo i grassi e prediligendo gli zuccheri complessi.

Diabete Gestazionale: patologia che insorge in gravidanza, per lo più asintomatica, e che necessita, per la maggior parte dei casi, di essere identificata con la curva glicemica orale da 100 gr di Glucosio. Comprende anche i casi più lievi di ridotta tolleranza glucidica gestazionale. Il test di screening, con 50 gr di Glucosio, dovrebbe venire fatto a tutte le donne, tra 24 e 28 settimane, non a rischio, allo scopo di valutare l’opportunità di sottoporle alla curva glicemica con 100 gr di Glucosio.

I Protocolli assistenziali mirano:
1) a correggere lo squilibrio glicometabolico della madre con due presidi possibili: la dietoterapia (dieta normoglucidica, normoproteica, ipolipidica) e l’insulinoterapia (che a differenza del diabete tipo I è più semplice ed è facile ottenere rapidamente il controllo glicometabolico). La scelta del presidio terapeutico da adottare, varierà a seconda dell’età d’insorgenza della patologia, della presenza di un diabete gestazionale franco o di una ridotta tolleranza glicidica, della presenza di precedenti ostetrici infausti.
 
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